IL GROTTO DELLA VENDETTA

grotto

Una giovane filosofa rinuncia alla carriera universitaria per fuggire in una sperduta valle dell’appennino tosco-emiliano. Lì la ragazza stringerà una complice amicizia con alcuni montanari che, sulle orme dei loro antenati, si considerano ancora dei fuoriusciti. Ma questa valle è davvero un tranquillo e sicuro rifugio?
Tutto ruota attorno ad una piccola bottega dove si può parlare, con beffarda leggerezza, di ogni cosa: di pettegolezzi, di antiche leggende, di crimini e di una filosofia finalmente accessibile anche a chi non ha studiato.
Una fiaba gialla d’impianto teatrale, in cui vengono messi a nudo certi miti e certi comportamenti che rendono ormai inabitabile il nostro cosiddetto “mondo civile”.


1. Un battibecco

ULISSE Me lo vuoi spiegare una buona volta che ci sei venuta a fare in questa valle dimenticata da Dio?

LA RAGAZZA Lo sai meglio di me: la postina ci son venuta a fare, mi pare sia chiaro!

ULISSE Se credi che questa la sia una risposta! Io voglio sapere davvero perché sei venuta quassù: tu sei nata in città mica in mezzo ai monti, tu sei una che ha studiato, abituata a praticare gente istruita, mica…

LA RAGAZZA Te la raccomando la gente istruita!

ULISSE Perché io ci ho ripensato, sai. Insomma, magari giù in città diventavi una professora di quelle importanti: all’università lavoravi, acciderba! Mica in una scuoletta da quattro soldi!

LA RAGAZZA Ma lascia perdere l’università, che è meglio!

ULISSE O perché t’esce il fumo dal naso se, niente niente, qualcuno l’università appena te la nomina? Che t’è successo laggiù, me lo vuoi raccontare per bene una volta di queste?

LA RAGAZZA Sì, bravo! Una volta di queste, ma non questa volta, per favore!

ULISSE È che a te piace far la misteriosa, ecco cos’è!

LA RAGAZZA Guarda che io non ho nessun mistero da nascondere! Semplicemente dell’università io ne avevo una zuppa di quelle… Per farla corta, avevo bisogno di cambiare aria, di fare una vita assolutamente diversa, e per fortuna mia zia…

ULISSE Questo lo so. Ma qui non succede mai nulla di interessante e la gente è sempre la stessa e dice sempre le stesse cose!

LA RAGAZZA Invece, per me tutto quassù non smette di essere una novità e, ti giuro, mi sento sempre più nuova anch’io, ogni giorno che passa.

ULISSE È perché sei qui solo da sei mesi, che la pensi così: lascia passare anche solo un annetto e t’annoierai, vedrai.

LA RAGAZZA E lasciamolo pure passare un anno e anche più di uno, ma intanto lasciami gustare la novità e anche la tranquillità di questa valle. Dimmi, piuttosto, di che animale possono essere queste impronte sulla neve? Che sia un lupo?

ULISSE Un lupo? Ma non lo vedi come son piccine? E poi sono poco fonde!

LA RAGAZZA Allora è solo un cane? E io che spe­ravo…

ULISSE Macché cane! Queste son l’orme d’una volpe! Ce ne vuole ancora prima che tu diventi una vera monta­nara!

LA RAGAZZA E io lo diventerò, accidenti! Ma tu, per­ché, invece di fare il sapientone, non mi spieghi bene che differenza c’è tra le impronte di una volpe e quelle di un cane di piccola taglia?

ULISSE Te lo spiegherò quando mi racconterai quello che mi garba sapere.

LA RAGAZZA E piantala! Non ti ci mettere anche tu!

ULISSE E chi son gl’altri che voglion sapere di te?

LA RAGAZZA Praticamente tutti. Dalla Gina, in bot­tega, gira gira, capisco che a tutti piacerebbe che io rac­contassi di più di me. Ma lo sai che siete dei bei curiosi in questa valle!

ULISSE Che vuoi? Qui non s’ha poi molto da fare… Ma io te lo chiedo per un’altra ragione…

LA RAGAZZA Non mi dire!

ULISSE Tu fai tanto la dura, ma io sento che, nella vita che facevi prima, c’è stato qualcosa che t’ha fatto star proprio male. E a me potresti raccontarlo! Ormai siamo amici, no?

LA RAGAZZA Prima o dopo, mi sbottono. Ma non ti aspettare chissà che.

ULISSE Tu principia a sbottonarti, che poi ti so dire…

LA RAGAZZA Non fare lo stupido! Se vuoi che re­stiamo amici!

 

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