{"id":1225,"date":"2019-10-10T10:09:52","date_gmt":"2019-10-10T08:09:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mariatasinato.it\/?page_id=1225"},"modified":"2021-04-29T15:31:59","modified_gmt":"2021-04-29T13:31:59","slug":"viatico-per-lencomio-di-elena","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.mariatasinato.it\/?page_id=1225","title":{"rendered":"Viatico per l\u2019Encomio di Elena"},"content":{"rendered":"<p>Siccome ho qualche timore che l\u2019<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.mariatasinato.it\/?page_id=1228\"><em>Encomio di Elena<\/em><\/a><\/strong><\/span> (d\u2019ora in poi con la sigla EE) vi risulti enigmatico, eccomi qua a scrivere un breve testo senza pretese che v\u2019accompagni nella lettura della traduzione che ne ho fatto.<\/p>\n<p>Glisso sui dati biografici di Gorgia (485-375 a.C.), che potete facilmente trovare in rete, e mi limito a farvi notare che, come molti personaggi notevoli d\u2019ogni tempo, Gorgia \u00e8 originario della Sicilia. Inoltre, entr\u00f2 in scena in un\u2019et\u00e0 che, per l\u2019epoca, era reputata piuttosto avanzata: arriv\u00f2, infatti, ad Atene (427 a.C.) circa sulla sessantina. E, dato che possedeva l\u2019arte di ben invecchiare, fu anche estremamente longevo.<\/p>\n<p>La maggior parte dei posteri lo ricorda soprattutto per il trattato <em>Per\u00ec to\u00fb m\u00e8 \u00f3ntos<\/em> (<em>Sul non essere<\/em>), che per\u00f2 ci \u00e8 pervenuto grazie ad una testimonianza molto successiva; Sesto Empirico, infatti, visse circa sette secoli dopo Gorgia e ne fece una parafrasi che occulta il sapore del testo originale, il quale \u00e8 andato perduto.<\/p>\n<p>Al che, siccome sono da sempre fieramente nemica d\u2019una visione \u201ccontenutistica\u201d della filosofia, ho preferito privilegiare un testo che, invece, conserva intatto il linguaggio di Gorgia, ossia l\u2019EE, per l\u2019appunto.<\/p>\n<p>Lo tradussi, dai trent\u2019anni in poi, a pi\u00f9 riprese, con vari ritocchi, lungo tutto l\u2019arco della mia vita e ogni volta mi veniva da piangere leggendo ad alta voce il testo greco, cos\u00ec ricco di ritmo e di assonanze e anche d\u2019invenzioni lessicali: tutte cose che sapevo sarebbero andate irrimediabilmente perdute.<\/p>\n<p>Cionostante, feci del mio meglio, talora con un tono \u201csopra le righe\u201d, di cui vi chiedo venia, ma, al contempo, sforzandomi sempre d\u2019essere concisa, anche perch\u00e9 quasi ogni sostantivo e ogni aggettivo avrebbe richiesto come minimo un\u2019endiadi, ovvero due parole &#8211; spesso anche tre &#8211; per spiegalo.<\/p>\n<p>Giunta ora in prossimit\u00e0 della settantina, cominci\u00f2 a seccarmi parecchio che la mia traduzione fosse relegata all\u2019interno di libri o di articoli per lo pi\u00f9 irreperibili e cos\u00ec vi misi mano &#8211; giuro per l\u2019ultima volta &#8211; per poterla poi collocare qui, nel mio sito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 Gorgia, scelse di difendere proprio Elena e non un\u2019altra eroina?<\/p>\n<p>Semplice: perch\u00e9 era il personaggio mitico femminile che godeva della reputazione peggiore. Non tanto nei poemi omerici, dato che, nell\u2019<em>Iliade<\/em>, Elena vien dipinta come innocente dall\u2019accusa di adulterio, in quanto sopraffatta dalla volont\u00e0 degli dei; per non parlare dell\u2019<em>Odissea<\/em>, in cui Elena giganteggia come una figura semidivina, dotata di poteri magici, oltre che di preveggenza.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9, quando Gorgia dichiara che <em>tutti<\/em> i poeti hanno parlato male di Elena (EE, \u00a7 2), non sta alludendo tanto ai poemi omerici quando al teatro tragico, che ce ne fornisce un ritratto di donna \u201cdi facili costumi\u201d, vanesia e civetta, per di pi\u00f9, donna perniciosa, visto che caus\u00f2 infiniti lutti sia ai Troiani, che agli stessi Greci.<\/p>\n<p>La guerra di Troia, per capirci.<\/p>\n<p>Fa eccezione l\u2019<em>Elena<\/em> di Euripide, che mette in scena una sorprendente Elena fedele, dispiaciutissima della sua cattiva fama, ma, non per questo, meno scaltra e seduttrice.<\/p>\n<p>Al che, due sono i casi: o Gorgia scrisse l\u2019EE prima che tale tragedia venisse rappresentata (412 a.C.) o, se la conosceva, prefer\u00ec ignorala.<\/p>\n<p>A prescindere dal fatto che sono allergica a tali, peraltro irrisolvibili, problemi di datazione, a mio parere, si tratta d\u2019una questione irrilevante. A Gorgia, infatti, preme ergersi solitario contro un coro compatto di detrattori di Elena per meglio far risaltare l\u2019originalit\u00e0 e insieme il rischio della sua impresa. Scrivere, insomma, la lode di un\u2019eroina tanto vituperata, di cui Gorgia si vuol far passare come unico difensore, ha per lui l\u2019inebriante sapore della sfida.<\/p>\n<p>Appurato questo, se ne deduce facilmente che a Gorgia non interessava tanto riabilitare Elena, quanto scegliere un tema pi\u00f9 arduo possibile per mostrare in maniera ancora pi\u00f9 eclatante la sua abilit\u00e0 nel sostenere un argomento difficilissimo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 proprio questo \u00e8 il vero lo scopo dell\u2019EE, che non \u00e8 tanto una lode di Elena quanto piuttosto un <em>autoencomio<\/em>: Gorgia &#8211; parliamoci chiaro &#8211; vuol far risultare come invincibile la <em>sua<\/em> capacit\u00e0 di architettare un discorso irresistibilmente persuasivo.<\/p>\n<p>Non a caso, la <em>summa summarum<\/em> della sua argomentazione \u00e8 mostrare che Elena non pu\u00f2 mai essere ritenuta colpevole perch\u00e9 persuasa dal <em>l\u00f3gos<\/em> di Paride, cui non pot\u00e9 opporre resistenza.<\/p>\n<p>A guardar bene, nemmeno Paride interessa granch\u00e9 a Gorgia, il quale c\u2019invita piuttosto a vedere in trasparenza, dietro al bel seduttore, dietro al rapinoso rapitore, lo charme irresistibile del <em>suo<\/em> <em>l\u00f3gos<\/em>: quello di Gorgia stesso, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>!<\/p>\n<p>Ebbene, che Gorgia stia parlando sempre e solo di s\u00e9, nel senso che la sua istanza autobiografica fa tutt\u2019uno con la sua valentia oratoria, lo si capisce dal ricorso continuo alla prima persona singolare.<\/p>\n<p>Facciamo cos\u00ec: non vi voglio segnalare tutte le frasi in cui il verbo si riferisce all\u2019 \u201cio\u201d di Gorgia, mi preme solo avvertirvi che non succede di rado. Sarete poi voi che, leggendo, vi farete attenzione e non potrete darmi torto.&nbsp;<\/p>\n<p>Ricapitolando, protagonista assoluto dell\u2019EE \u00e8 il <em>l\u00f3gos<\/em> gorgiano, di cui vien proclamata l\u2019irresistibile potenza (EE, \u00a7 8).<\/p>\n<p>Ci tengo a sottolinerarlo perch\u00e9, tra l\u2019altro, non son affatto d\u2019accordo con coloro &#8211; e sono la maggioranza &#8211; che vedono nell\u2019EE, soprattutto nei paragrafi finali (EE, \u00a7\u00a7 16-20), il <em>l\u00f3gos<\/em> cedere il passo alla potenza della vista e poi dell\u2019eros, scatenato dalla visione di chi \u00e8 amato.<\/p>\n<p>Eh no: \u00e8 casomai l\u2019esatto contrario!<\/p>\n<p>Ogni volta, infatti, che Gorgia esalta la cogenza di un qualche <em>agente<\/em>, sia esso l\u2019incantesimo della magia (EE, \u00a7 10), l\u2019effetto dei farmaci (EE, \u00a7 14), il provare sentimenti di terrore o di piet\u00e0 grazie alla poesia (EE, \u00a7 9) e, da ultimo, lo scatenarsi dell\u2019amore (EE, \u00a7 19), non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo a che fare unicamente con altrettanti esempi di come al <em>l\u00f3gos<\/em> &#8211; stiamo parlando del <em>suo<\/em> <em>l\u00f3gos<\/em>, beninteso &#8211; sia vano cercare si resistere. Un <em>l\u00f3gos<\/em> che sembra essere analogo a tutto ci\u00f2 che ho appena elencato ma che, alla fin fine, surclassa tutto e tutti.<\/p>\n<p>Adesso, vi voglio dare un consiglio pratico: ogni volta che, leggendo l\u2019EE, vi par di perdere la bussola, non scoraggiatevi e rileggetevi il paragrafo 8 e, subito dopo, il 13 e vi assicuro che ci vedrete subito pi\u00f9 chiaro.<\/p>\n<p>Lo so, proverete inizialmente non poche perplessit\u00e0 davanti a quel famigerato \u201ccorpo piccolissimo\u201d di cui, a detta di Gorgia, il <em>l\u00f3gos<\/em> sarebbe dotato e sicuramente vi chiederete di che diavolo stia mai parlando.<\/p>\n<p>Niente paura: ci sono passata anch\u2019io ma poi ne sono venuta fuori.<\/p>\n<p>Le risposte tradizionali non mi soddisfacevano per nulla e una in particolare la reputavo particolarmente ridicola: c\u2019\u00e8 chi sostiene che Gorgia stia alludendo alla lingua: quella che teniamo in bocca.<\/p>\n<p>Bah!<\/p>\n<p>Avvolta com\u2019ero da una fitta nube di dubbi, improvvisamente fui folgorata da un raggio di sole: ma s\u00ec era chiaro! Gorgia stava parlando semplicemente del <em>corpus<\/em> del suo piccolo testo!<\/p>\n<p>Inoltre, che per Gorgia il suo <em>l\u00f3gos<\/em> faccia tutt\u2019uno con la sua scrittura lo si arguisce proprio dal paragrafo 13, laddove si dice esplicitamente: \u201c(\u2026) un solo <em>l\u00f3gos<\/em> diletta una gran moltitudine e riesce a persuadere perch\u00e9 \u00e8 scritto con arte, non perch\u00e9 \u00e8 detto secondo verit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ebbene, un\u2019affermazione di tal fatta faceva infuriare Platone, ma non posso spiegarvelo per filo e per segno, come vorrei.<\/p>\n<p>Ad esempio, dovrei parlarvi diffusamente del <em>Fedro<\/em> e mi sto gi\u00e0 dilungando troppo\u2026<\/p>\n<p>Vi basti sapere che Platone, diffidava della scrittura &#8211; salvo poi lasciarci un <em>corpus<\/em> di dialoghi tutt\u2019altro che \u201cpiccolissimo\u201d &#8211; e, se avesse potuto, avrebbe messo al bando del tutto la persuasione.<\/p>\n<p>Ma nessun filosofo, che desideri esser letto senza far piombare nel sonno chi affronta i suoi testi, pu\u00f2 fare a meno d\u2019una buona dose di persuasione\u2026<\/p>\n<p>Platone, in particolare, era nemico giurato della persuasione perch\u00e9 detestava l\u2019<em>inganno<\/em> esercitato dalla retorica.<\/p>\n<p>Tra parentesi, cercheremmo invano il termine \u201cretorica\u201d nell\u2019EE, dato che Gorgia preferisce parlare direttamente di <em>l\u00f3gos<\/em>.<\/p>\n<p>Un <em>l\u00f3gos<\/em> che a Gorgia stesso sta a cuore non certo perch\u00e9 pretende di cogliere la verit\u00e0, bens\u00ec per la sua stessa efficacia.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Al che, Platone, sicuramente scandalizzato dalla spregiudicatezza di Gorgia e sicuramente invidioso del suo enorme successo, dedic\u00f2 un dialogo al grande Siciliano, ma gioc\u00f2 sporco.<\/p>\n<p>Ovvero, Platone, ci dipinse un Gorgia decrepito e stanco &#8211; sappiamo che, invece, da varie testimonianze che il Nostro era lucidissimo e combattivo anche quando era assai anziano &#8211; un Gorgia senza fiato, che lascia presto la parola ai suoi discepoli.<\/p>\n<p>Ma noi, per fortuna, per farci un\u2019idea di Gorgia, non abbiamo solo il <em>Gorgia<\/em> ma anche quel piccolo gioiello che \u00e8 l\u2019EE<em>.<\/em><\/p>\n<p>A proposito del vero Gorgia, credete che se la sia presa a male quando lesse il dialogo a lui dedicato? Nemmeno per sogno! Perch\u00e9 dovete sapere che Gorgia, saggio e pieno di nonchalance nei confronti di chi lo attaccava con acredine non era disposto a perdere cos\u00ec facilmente il buonumore. Infatti, secondo la testimonianza di Ateneo (<em>Deipnosofisti<\/em>, XI, 505 d), pare che abbia ribattuto che Platone era bravo nel prenderlo in giro.<\/p>\n<p>E immaginiamoci anche &#8211; perch\u00e9 no? &#8211; una scrollata di spalle di Gorgia.<\/p>\n<p>Ovviamente, se con le testimonianze, specie se tarde, \u00e8 meglio andare con i piedi di piombo, resta il fatto inoppugnabile che Gorgia amava davvero la celia perch\u00e9 eccelleva nell\u2019arte di non prendersi sul serio\u2026. dote per lo pi\u00f9 sconosciuta ai filosofi di ogni epoca, ve lo posso garantire!<\/p>\n<p>Un mio amico sostiene che i filosofi, tranne qualche rara eccezione, sono cos\u00ec tanto sprovvisti di autoironia da piombare facilmente nell\u2019umorismo involontario. Beh, non posso che applaudirlo con calore, specie considerando la spocchia dei sedicenti filosofi che, proprio ai nostri giorni, tromboneggiando a tutto spiano, ammorbano i media.<\/p>\n<p>Ebbene, niente di pi\u00f9 lontano dal gaio modo di porsi di Gorgia.<\/p>\n<p>Volete davvero toccare con mano quale fosse il carattere giocoso di Gorgia, decisamente agli antipodi del serioso Platone? Bene, leggiamo le ultimissime splendide parole dell\u2019<em>Encomio<\/em>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io volli scrivere questo <em>l\u00f3gos<\/em> come encomio di Elena, e soprattutto come mio giocattolo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come conclusione, vi faccio leggere una celeberrima testimonianza di Plutarco (<em>La gloria degli Ateniesi<\/em>, 5, <em>Moralia<\/em>, 348 c; la traduzione \u00e8 mia), che rende a meraviglia l\u2019intento giocoso dell\u2019EE:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fior\u00ec la tragedia e fu celebrata in quanto meravigliosa audizione e spettacolo per gli uomini di allora offrendo, grazie ai racconti dei miti e alle passioni, un\u2019illusione (<em>\u00e1pate<\/em>) per cui, come dice Gorgia, colui che inganna (<em>apat\u00e1o<\/em>) \u00e8 pi\u00f9 giusto (<em>d\u00edkaios<\/em>) di colui che non inganna, e colui che si fa ingannare \u00e8 pi\u00f9 intelligente (<em>soph\u00f3s<\/em>) di colui che resiste all\u2019illusione. Colui che illudendo inganna \u00e8 pi\u00f9 onesto (<em>d\u00edkaios<\/em>) perch\u00e9 mantiene quello che ha promesso e quello che si fa ingannare sa pi\u00f9 il fatto suo (<em>soph\u00f3s<\/em>), infatti chi non \u00e8 insensibile \u00e8 pi\u00f9 arrendevole a farsi catturare dal piacere dei <em>l\u00f3goi<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inoltre, vi si pu\u00f2 vedere anche un originalissimo elogio della menzogna. Perch\u00e9 Gorgia architetta le sue finzioni in maniera ben pi\u00f9 raffinata di quelle di Ulisse (<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.mariatasinato.it\/?page_id=1212\"><strong>Perch\u00e9 parlar male dei Cretesi?<\/strong><\/a><\/span>): infatti le bugie gorgiane si autodenunciano.<\/p>\n<p>Tale gioco a carte scoperte \u00e8 insieme il pi\u00f9 malizioso e il pi\u00f9 \u201cinnocente\u201d\u2026 non nuoce, non fa male, perch\u00e9 mantiene la promessa da cui nasce (EE, \u00a7 21).<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bibliografia miratissima:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Gorgia, <em>Testimonianze e frammenti<\/em>. Introduzione, traduzione e commento di Roberta Ioli, Roma, Carocci, 2013 (la bibliografia qui contenuta \u00e8 assai ampia e aggiornata).<\/p>\n<p>Alcuni miei testi dove ho trattato dell\u2019EE:<\/p>\n<p><em>&#8211; Elena o della velenosa bellezza<\/em>, Padova, CLEUP, 1982 (prima traduzione dell\u2019EE con relativa ampia introduzione).<\/p>\n<p><em>&#8211; Elena, velenosa bellezza. Seguito da una traduzione dell\u2019EE di Gorgia da Leontini, con testo greco a fronte<\/em>, Milano, Mimesis, 1990 (versione rivista dell\u2019EE e revisione dell\u2019introduzione).<\/p>\n<p><em>&#8211; Sulle tracce d\u2019un antico duello: le <\/em>Baccanti<em> di Euripide a tenzone con le <\/em>Rane<em> di Aristofane<\/em>, \u201cSimplegadi\u201d, 8, giugno 2003.<\/p>\n<p><em>&#8211; Quel \u00abcorpo piccolissimo\u00bb: un enigma di Gorgia da Platone e da Aristotele sepolto<\/em>, \u201cSimplegadi\u201d, 24, giugno 2004.<\/p>\n<p>&#8211; Gorgia, <em>Encomio di Elena<\/em>, traduzione di Maria Tasinato, \u201cVerfiche\u201d, anno XXCIV, 1-2, gennaio-giugno 2005; in questo stesso numero della medesima rivista: <em>Gorgia e il suo \u00ablettore\u00bb. Un\u2019ipotesi per rileggere il sedicesimo paragrafo dell\u2019<\/em>Encomio di Elena.<em> &nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; L\u2019invidia del filosofo. Un complotto di Platone<\/em>, Aliberti, Reggio Emilia, 2008 (contiene, tra l\u2019altro, la penultima traduzione dell\u2019EE, ossia la medesima di \u201cVerifiche\u201d, ma anche una sua divertente parodia: <em>Paride si difende<\/em>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siccome ho qualche timore che l\u2019Encomio di Elena (d\u2019ora in poi con la sigla EE) vi risulti enigmatico, eccomi qua a scrivere un breve testo senza pretese che v\u2019accompagni nella lettura della traduzione che ne ho fatto. 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